Dopo aver lavorato alla struttura del sito, organizzato le pagine, inserito testi e immagini, configurato le varie funzionalità e fatto gli ultimi controlli, finalmente arriva il momento di pubblicarlo e renderlo accessibile alle persone per cui è stato progettato.
A quel punto si potrebbe pensare che il lavoro sia finito, mentre in realtà è proprio da qui che inizia la vera vita del sito e, per chi lo possiede, arriva il momento di cominciare a sfruttarlo
Un sito, infatti, non è qualcosa che viene pubblicato e poi rimane immutato nel tempo e, anzi, il mio consiglio è proprio quello di continuare a farlo vivere. Nel corso del tempo può essere necessario aggiornare un testo, sostituire una fotografia, aggiungere un nuovo servizio, pubblicare un articolo, raccontare un progetto recente o modificare alcune informazioni, e non si tratta soltanto di tenere i contenuti corretti.
Un sito che viene aggiornato racconta che un’attività è presente, lavora, cambia e continua a occuparsi della propria comunicazione. Chi arriva sul sito può trovare informazioni recenti, vedere ciò su cui stai lavorando e percepire che dietro quelle pagine c’è un business attivo, anziché trovarsi davanti a qualcosa che sembra essere rimasto fermo al momento della pubblicazione.
Oltre questa parte più visibile c’è poi quella tecnica che comprende WordPress, il tema e i plugin da mantenere aggiornati e verifiche periodiche da fare per assicurarsi che tutto continui a funzionare correttamente.
Mantenere vivo un sito significa quindi prendersene cura su entrambi i fronti, facendo evolvere ciò che le persone vedono e, allo stesso tempo, occupandosi di ciò che permette al sito di continuare a funzionare dietro le quinte.
A questo punto che nasce una domanda che spesso ci si pone solo dopo la pubblicazione: chi si occupa del sito una volta che è online?
La risposta non è necessariamente “il professionista che lo ha realizzato”, perché dipende dal tipo di sito, dalle competenze di chi lo utilizza, dal tempo che vuole dedicarci e, soprattutto, dal livello di autonomia che desidera avere nella sua gestione.
Gestione e manutenzione di un sito WordPress non sono la stessa cosa
Quando si parla genericamente di “gestire un sito”, in realtà si rischia di mettere nello stesso calderone attività piuttosto diverse tra loro, mentre credo sia utile distinguere almeno due aspetti: la manutenzione tecnica e la gestione dei contenuti.
Come ti ho spiegato prima, la prima riguarda tutto ciò che permette al sito di rimanere aggiornato e funzionante dal punto di vista tecnico, mentre la seconda riguarda l’evoluzione dei contenuti e delle informazioni che vengono mostrate a chi lo visita.
La differenza è importante perché, mentre molte operazioni legate ai contenuti possono essere tranquillamente svolte dal proprietario del sito, alcune attività tecniche richiedono maggiore attenzione e un minimo di consapevolezza su ciò che si sta facendo. Per questo, quando realizzo un sito, non mi interessa soltanto consegnare un prodotto finito, ma anche mettere il cliente nelle condizioni di capire cosa può gestire autonomamente e quali interventi, invece, è preferibile affrontare con maggiore cautela.
Il sito è tuo: devi poter scegliere come gestirlo
Uno dei motivi per cui realizzo i miei siti in WordPress è proprio la possibilità di lasciare al cliente una maggiore libertà nella gestione futura del progetto. Una volta consegnato il sito, infatti, voglio che possa decidere se occuparsene in autonomia, se continuare a farsi seguire da me oppure, eventualmente, se affidarsi in futuro a un altro professionista.
Per metterlo in questa condizione, alla fine del progetto organizzo sempre una videochiamata in cui mostro al cliente come utilizzare il sito e gli spiego come svolgere le operazioni che può gestire autonomamente, dall’aggiornamento dei contenuti agli interventi sulle parti che abbiamo previsto come modificabili, fino alle attività ordinarie necessarie per mantenerlo aggiornato.
Registro il tutto e lascio il file al cliente, perché so benissimo che, soprattutto se non si entra nel sito tutti i giorni, è normale dimenticare dopo qualche mese dove si trova una determinata funzione o quali passaggi bisogna seguire per fare una modifica. In questo modo può riguardarsi il video ogni volta che serve fare un refresh delle nozioni acquisite.
Se un sito è stato progettato pensando anche alla sua gestione futura, molte delle modifiche quotidiane non richiedono necessariamente l’intervento di un professionista. Aggiornare un testo, sostituire una fotografia, pubblicare un articolo oppure modificare alcune informazioni sono operazioni che, nella maggior parte dei casi, possono essere svolte direttamente dal proprietario del sito, purché sappia dove intervenire e quali parti può modificare senza rischiare di compromettere il resto.
Sapere come fare non significa avere il tempo per farlo
Naturalmente ogni progetto è diverso e il livello di autonomia dipende anche da come è stato costruito il sito e, ci sono anche delle altre variabili. Infatti, avere gli strumenti per essere autonomi, non significa necessariamente volerlo o poterlo fare. Ci sono clienti che preferiscono gestire personalmente il proprio sito e altri che, pur sapendo perfettamente come intervenire, dopo un po’ si rendono conto di non avere il tempo o la voglia di occuparsene con continuità.
Il problema non è sempre non sapere come fare una modifica ma può succedere semplicemente che quella modifica rimanga nella lista delle cose da fare per settimane, perché prima vengono i clienti, gli appuntamenti, l’amministrazione, i social, la gestione quotidiana dell’attività e tutte le altre incombenze che hanno inevitabilmente la precedenza.
Lo stesso può accadere con gli aggiornamenti tecnici di WordPress. Anche sapendo quali passaggi seguire, bisogna ricordarsi di farli, verificare che tutto continui a funzionare correttamente e intervenire nel caso in cui qualcosa non vada come previsto. Questo lato, sommato a tutto il resto diventa facilmente un’altra voce che continua a essere rimandata.
Eppure mantenerli aggiornati non è un aspetto secondario, anzi, i dati raccolti da Patchstack indicano che nel 2025 sono state individuate 11.334 nuove vulnerabilità nell’ecosistema WordPress, il 91% delle quali riguardava i plugin. Inoltre, tra le dieci vulnerabilità maggiormente prese di mira dagli attaccanti durante l’anno, solo quattro erano state pubblicate nel 2025; le altre risalivano agli anni precedenti e continuavano a essere sfruttate proprio perché erano ancora presenti versioni vulnerabili dei plugin sui siti non adeguatamente aggiornati.
Quando ha senso affidare la gestione del sito a un professionista?
Non penso che ogni sito debba necessariamente essere affiancato da un servizio di assistenza continuativa. Ci sono persone che gestiscono autonomamente il proprio sito per anni, altre che preferiscono avere semplicemente un professionista a cui rivolgersi quando nasce un’esigenza specifica e altre ancora che non vogliono occuparsi personalmente né della manutenzione tecnica né dell’aggiornamento dei contenuti.
Un servizio di assistenza e gestione può avere senso quando il sito viene aggiornato frequentemente, quando ci sono nuovi contenuti da inserire con regolarità, quando non ci si vuole occupare personalmente della parte tecnica oppure, molto semplicemente, quando si preferisce utilizzare il proprio tempo per lavorare sulla propria attività e delegare questa parte a qualcun altro. Ma può diventare ancora più utile quando dietro al sito ci sono obiettivi precisi di business e non ci si limita quindi alla necessità di mantenerlo aggiornato.
Se, ad esempio, vuoi aumentare la tua riconoscibilità online, utilizzare il sito per vendere prodotti o servizi, costruire percorsi di acquisizione dei clienti oppure creare sistemi di vendita automatizzati, avere accanto una persona che conosce il progetto e può aiutarti a farlo evolvere nel tempo significa non dover gestire da solo ogni aspetto tecnico e operativo necessario per raggiungere quegli obiettivi. In questo caso l’assistenza non serve soltanto a intervenire quando c’è qualcosa da aggiornare o da sistemare, ma diventa un supporto continuativo per utilizzare il sito come uno strumento che cresce insieme al business.
In quel caso non si sta pagando un professionista perché “non si è capaci” di utilizzare il proprio sito, ma si sta scegliendo consapevolmente quali attività continuare a gestire in prima persona e quali affidare a qualcun altro, alleggerendo il proprio carico e potendo concentrare tempo ed energie sulle attività che richiedono direttamente la propria presenza. Ed è una differenza che considero importante.
Quindi, dopo la pubblicazione, cosa succede?
Quando realizzo un sito, il mio obiettivo è che alla fine del progetto il cliente non si trovi a pensare: “Da questo momento, ogni volta che devo cambiare una virgola devo chiamare Arianna.” oppure “Oddio, adesso come faccio?”
Quello che per me conta è dare una scelta, qualunque essa sia, perché essere autonomi significa avere gli strumenti per gestire il proprio sito e, allo stesso tempo, la libertà di decidere quando è più utile farsi aiutare.
Se senti il bisogno di delegare la manutenzione e la gestione del tuo sito, ho creato dei pacchetti di assistenza pensati per esigenze diverse, dalla semplice manutenzione tecnica a un supporto più continuativo nella gestione e nell’evoluzione del progetto.
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