Qualche giorno fa stavo cercando su Google una pizzeria dove andare a mangiare il sabato sera e, come faccio spesso quando devo scegliere un locale, ho iniziato a guardare le fotografie dei piatti, il menu e le recensioni.
Scorrendo le immagini di una delle pizzerie che avevo trovato, qualcosa ha attirato la mia attenzione. Le pizze avevano un aspetto decisamente artificiale, quasi plasticoso, con ingredienti e consistenze che sembravano modellati con il pongo. Insomma, quella tipologia di immagini dall’aspetto finto che ormai capita di incontrare un po’ ovunque e che fanno subito pensare a contenuti generati con l’intelligenza artificiale.
Quello che mi ha colpita di più, e che mi ha lasciato anche una sensazione di tristezza, è che in quella pizzeria ero già stata a mangiare e conoscevo i suoi prodotti, che avevano ben poco a che vedere con quelli rappresentati nelle fotografie.
Sinceramente, quelle immagini non rendevano assolutamente giustizia alla qualità reale di ciò che propongono nel loro locale.
Quindi mi sono ritrovata a farmi una domanda che poi ho condiviso anche nelle mie storie Instagram:
«Perché chi gestisce un ristorante, una pizzeria o un’altra attività del settore food dovrebbe mostrare ai propri clienti piatti che probabilmente non ha mai preparato?»
Perché scegliere una foto AI può sembrare la soluzione più semplice
Quando ho condiviso questa riflessione su Instagram, sono emerse alcune possibili spiegazioni, tra cui il desiderio di mostrare un prodotto perfetto e la comodità di avere immagini già pronte da utilizzare.

Lo capisco, la tentazione è comprensibile, perché chi gestisce un ristorante, una pizzeria o un’attività gastronomica ha già moltissime cose di cui occuparsi ogni giorno e trovare il tempo per fotografare i piatti, sistemare le immagini e preparare i contenuti per i social può diventare l’ennesima attività da aggiungere a una giornata già piena.
E lo so bene perché da molti anni affianco la proprietaria di una pizzeria, aiutandola anche a realizzare le fotografie dei suoi prodotti.
Oggi, con gli strumenti di intelligenza artificiale generativa, ottenere l’immagine di una pizza dall’aspetto invitante è diventato estremamente semplice. Basta descrivere il risultato desiderato e, nel giro di pochi istanti, si possono ottenere fotografie apparentemente curate, con una bella illuminazione, ingredienti freschissimi e una composizione studiata nei minimi dettagli.
Capisco il vantaggio pratico, soprattutto per una piccola attività che deve fare i conti con tempi, costi e risorse limitate, ma credo che prima di scegliere questa strada sia importante chiedersi che cosa stiamo effettivamente comunicando attraverso quelle immagini.
Quando mostri un prodotto che non hai mai preparato
Ti voglio far riflettere sul fatto che, se un ristoratore utilizza consapevolmente l’immagine di un prodotto che non ha mai preparato, presentandolo come una delle sue proposte, sta facendo credere al cliente qualcosa che potrebbe essere molto diverso dalla realtà.
E questo comportamento sarebbe altrettanto scorretto se decidesse di utilizzare una fotografia acquistata da un archivio di immagini stock oppure, ancora peggio, prelevata dal sito di un concorrente.
Mi viene in mente quello che succede con alcuni prodotti che compriamo al supermercato, sulle cui confezioni troviamo immagini particolarmente invitanti, accompagnate da diciture come “Immagine a scopo illustrativo”. È un modo per chiarire che quella rappresentazione serve a presentare il prodotto e potrebbe essere diversa dal suo aspetto reale.
Ma quando guardi la fotografia di un piatto nel menu di un ristorante, che cosa ti aspetti di trovare davanti?
Il problema riguarda la scelta di mostrare ai clienti un prodotto che non è il proprio, facendogli credere il contrario. Credo sia importante rifletterci, soprattutto quando la scelta di utilizzare fotografie generate artificialmente nasce dalla semplice comodità di avere a disposizione un’immagine bella e pronta.
Le fotografie dei piatti influenzano le aspettative dei clienti
Prova a immaginare di trovare online la fotografia di una pizza con un cornicione alto, una mozzarella cremosa, pomodorini freschi e una quantità generosa di ingredienti, tanto invitante da convincerti a scegliere proprio quella pizzeria.
Quando arrivi al locale e ordini, però, ti viene servita una pizza dall’aspetto completamente diverso, con una preparazione, una quantità di condimento e una presentazione che hanno poco a che vedere con l’immagine che avevi visto.
Magari è anche buonissima ma nel frattempo si è creata una distanza tra quello che ti aspettavi e ciò che hai ricevuto, ed è proprio questa distanza che, secondo me, può diventare un problema per la credibilità di un’attività.
Le fotografie pubblicate sul sito web, sui social, nel menu digitale o sul Profilo dell’attività su Google contribuiscono a costruire le aspettative dei clienti, perché permettono loro di farsi un’idea dei prodotti ancora prima di entrare nel locale.
Quando quelle immagini raccontano qualcosa di diverso dalla realtà, il rischio è quello di generare una delusione che si sarebbe potuta evitare e di compromettere la fiducia che il cliente aveva riposto nell’attività.
A questo proposito, trovo particolarmente interessante che anche Google, nelle sue linee guida per le fotografie del Profilo dell’attività, raccomandi di utilizzare immagini a fuoco, ben illuminate e prive di modifiche significative o di un uso eccessivo di filtri e intelligenza artificiale, specificando che devono rappresentare la realtà.
Nella stessa guida, quando parla delle fotografie di cibi e bevande, Google suggerisce di mostrare proprio quelli serviti dall’attività, perché le immagini aiutano le persone a decidere dove mangiare.
Le foto vere dei tuoi piatti non devono essere perfette
C’è un altro aspetto sul quale mi piacerebbe soffermarmi, perché credo che a volte ci facciamo condizionare troppo dall’idea di dover presentare ogni cosa in maniera impeccabile.
Una pizza preparata artigianalmente può avere un cornicione leggermente irregolare e un po’ bruciacchiato, una mozzarella distribuita in modo diverso rispetto a quella precedente e qualche pomodorino finito da una parte anziché dall’altra.
Ed è assolutamente normale, perché dovremmo sentirci obbligati a nascondere queste caratteristiche dietro immagini artificialmente perfette?
Una fotografia autentica può valorizzare proprio ciò che rende riconoscibile un prodotto, mostrando la consistenza dell’impasto, la generosità del condimento, la cura nella preparazione e quei piccoli dettagli che appartengono davvero al lavoro di chi lo realizza.
Naturalmente anche una foto reale deve essere curata, perché un’immagine buia, sfocata o scattata senza prestare attenzione all’inquadratura può penalizzare persino un piatto preparato benissimo.
Serve davvero uno shooting professionale ogni volta che cambi un piatto?
Uno shooting fotografico professionale può essere un ottimo investimento per costruire un archivio di immagini di qualità, da utilizzare sul sito web, sui materiali promozionali e nella comunicazione del tuo locale, ma non è realistico pensare di organizzarne uno ogni volta che introduci una nuova ricetta.
Con qualche accorgimento, anche una fotografia fatta con lo smartphone può diventare un contenuto efficace, capace di valorizzare il prodotto e di mostrare con maggiore fedeltà quello che il cliente troverà nel tuo locale.
Puoi, per esempio, individuare un angolo con una buona illuminazione, scegliere uno sfondo adatto e stabilire un’inquadratura facilmente replicabile, così da ottenere fotografie coerenti tra loro anche quando vengono scattate in momenti diversi.
E a proposito di sfondi, c’è un altro elemento da considerare quando parliamo di comunicazione visiva per la ristorazione. Le fotografie possono contribuire a rendere riconoscibile un’attività anche attraverso il modo in cui vengono ambientate.
Per esempio, quando ho lavorato alla costruzione dell’identità visiva della pizzeria La Lievita, ho scelto di valorizzare le mattonelle caratteristiche del locale, utilizzandole anche come sfondo per le fotografie delle pizze.
Questa scelta permetteva di creare una continuità tra l’ambiente fisico della pizzeria e la sua comunicazione, rendendo le immagini più riconoscibili e legate all’identità dell’attività.
È un esempio di come anche uno sfondo, un dettaglio dell’ambiente a tua disposizione o una scelta di inquadratura possano contribuire a valorizzare un prodotto reale, mantenendo una coerenza visiva con il resto del brand.
Vuoi avere più foto vere del tuo locale senza perdere ore a fotografare?
Ho raccolto in una guida gratuita 5 idee pratiche per procurarti fotografie autentiche dei tuoi prodotti, pensate per chi gestisce un ristorante, una pizzeria o un’altra attività gastronomica.
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